Ancora pallini colorati per il secondo lunedì consecutivo, praticamente un record per questa rubrica! 😅
- 🔵 Da non perdere.
- 🟢 Consigliato.
- 🟡 Se hai tempo, ma se lo perdi pazienza.
- ⚫️ Sconsigliato, perdi tempo.
feeble little horse - "bitknot" - 🟡
Sebbene ci sia qualche iniziativa carina come in apertura e in "Guts" mediamente l'LP è piuttosto piatto senza particolare talento e rimesta in un sound piuttosto comodo e citofonato. Escono bene nel finale.
Shed - "Rave Echoes" - 🟡
Il buon René Pawlowitz fa uscire un LP che funziona bene per metà, nella seconda parte del lavoro la sua techno minimale si spegne un po troppo.
Gigi Masin - "Movement" - 🟢
A settant’anni suonati Gigi Masin dice di voler ballare in camera sua, non in un club. «Movement» è esattamente questo: ambient che si alza dal divano. È il suo primo disco per Sacred Bones e il primo solista dai tempi di «Calypso». «Deception Dance» gioca con la techno funk, «Golden» si concede una bossa nova sospesa, «Bed on Mars» resta nel cosmo di casa.
J. Zunz - "Obsidiana" - 🟢
Un pezzo di Lorelle Meets the Obsolete - Lorena Quintanill - in arte J Zunz, ha realizzato il suo terzo album Obsidiana nel suo studio di Ensenada, Messico, durante un periodo di intensa insonnia e ansia prolungata. Il disco riflette quello stato mentale caotico: ritmi, droni, pezzi strumentali, tracce vocali e momenti soffici che si scontrano con momenti più duri.
Ghinzu - "W.O.W.A." - 🔵
Tonano su Play It Again Sam con «W.O.W.A.», sigla di «When Other Worlds Await»: titolo da manifesto prog, ma con intenzione opposta. Un disco più diretto e meno perfezionista, tante idee compresse in dieci pezzi. Più tagliatori di diamanti che jam band.
Hanry - "What Came From Silence" - 🟡
Progetto ben fatto, oscuro, suoni caldi, ma manca probabilmente quello spunto che esalta l'anima, forse presente solo nel singolo "Aurora".
Kurt Vile - "Philadelphia's benn good to me" - 🟢
Canzoni che sembrano dipinti impressionisti, delicate e morbide ma dense di vita, gran bel disco, sonoricamente aperto e che invita ad ampi spazi ma anche intimo, bello!
Boards Of Canada "Inferno" - 🔵
"Inferno" segna il ritorno dei Boards of Canada dopo tredici anni, mantenendo la loro formula sonora senza rischi ma elevando la qualità. Un album perfetto per i fedeli al culto della band, mentre gli scettici faticheranno a vedere oltre la superficie.
Cloudiiiiiii - "Y!" - 🟢
Delicato e intrigante come certe composizioni islandesi, corposo come nella migliore tradizione teutonica, romanzato da cantautorato italiano, in poche parole un disco internazionale ben fatto.
Tara Clerkin Trio - "Somewhere Good" - 🟢
Se questo non è neo-jazz, allora non lo è nessun altro progetto in cui mi sono imbattuto fino ad oggi. Sofisticato, fonde il trip-hop con arrangiamenti orchestrali, suoni ambient e voci calde e sinuose. Un trionfo di vibrazioni fluide ma mai stucchevoli. Quello che fanno qui è concedersi il lusso di far scorrere i pezzi per cinque o sei minuti, lasciando che i synth si fondano lungo il cammino.
