Sopravvissuti alla sagra della polenta di Guiglia nel modenese siamo (plurale maiestatis) qui a piazzare l'ennesima settimana in musica sotto forma di playlist!
In copertina ci sono i Peel Dream Magazine, che il 6 ottobre hanno annunciato l'edizione espansa di "Taurus", il mini album uscito circa un anno fa: 12 tracce, Topshelf, 11 novembre, e per la prima volta in vinile. Dietro la band ci sono Joe Stevens, newyorkese trasferito a Los Angeles durante la pandemia, passato dallo shoegaze di "Agitprop Alterna" al baroque pop di "Pad" fino a "Rose Main Reading Room" (2024), titolo preso dalla sala di lettura della New York Public Library. "Blind Faith" è un'elettronica spezzettata, accantonata ai tempi di quel disco perché la struttura non stava ferma, e ripescata ora con in testa "The Eraser" di Thom Yorke e The Books. Per me, amante dei Radiohead, è il pezzo migliore dell'edizione.
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Weekly Discovery Totally 2026
Release Radar
Restando in zona rock, i Clinic tornano il 30 ottobre su Domino con "Wild In The Streets", decimo album, ormai in due (Ade Blackburn e Jonathan Hartley). Dicono di essersi appassionati all'exotica di Martin Denny e Les Baxter e ai Cabaret Voltaire; "Energies" è l'ottava traccia. IMHO la curiosità è già una buona notizia, il resto si valuta a disco uscito.
Più a nord, The Tallest Man On Earth ha pubblicato il 9 ottobre su Anti "Just Beyond Endless Mountain", registrato dopo il ritorno a Dalarna, dove è cresciuto. Kristian Matsson ammette di aver avuto per un periodo un'avversione «immatura» verso quell'eredità, e ha riscoperto violino e musica tradizionale svedese. Copertina di Anton Corbijn. Per me è il motivo migliore per riascoltarlo dopo anni.
Sul fronte jazz e dintorni, Moses Boyd con SHANTÉH firma "More To Life", anticipazione di "Songs For Sinners" (30 ottobre), il primo album in oltre sei anni. È il primo pezzo scritto per il disco e il suo primo tentativo di scrivere testi; la voce gospel di Shantéh è stata risolta in pochissime take. Il groove jazz scivola in una drum'n'bass robusta, e quella parte mi convince più del discorso sulla fede.
Tra i cantautori, Ane Brun con Röyksopp in "Eat the Fruit" anticipa "I Thought We Were the Same" (BMG, 6 novembre), primo disco dopo sei anni e di taglio elettro-pop. THAO pubblica "Show Me" il 30 ottobre per Kill Rock Stars, autoprodotto con Nate Brenner e Merrill Garbus dei Tune-Yards; con Adrian Quesada c'è "Nguyen Nguyen Lose Lose", e il tema è il divorzio.
Chiudo con Sampa the Great: "Location" viene da "Nu Zamrock" (Loma Vista, 30 ottobre). Sampa ha scoperto che lo zio, George Kunda detto Groovy Joe, fu tra i fondatori dei WITCH, band psichedelica zambiana degli anni Settanta. Una storia di famiglia che vale il disco.
Segnati il 30 ottobre: Clinic, Moses Boyd, THAO e Sampa escono tutti lo stesso giorno. Il portafoglio ringrazia poco, l'agenda ancora meno.
Alla prossima domenica magari staremo un po più leggeri...
